"Eppure le nostre scuole, ad onta della speculazione pedagogica e dei grandi orizzonti teorici raggiunti in merito, spesso risultano tutt’oggi ancorate a vetero-architetture didattiche, che fondano la ragione dell’efficacia dei processi educativi accesi su sistemi dualistici di “premio-punizione”. Si fa ancora leva, in sostanza, esclusivamente su motivazioni “esterne”, di solito avulse dall’orizzonte di significato dell’allievo.
La scuola vive così in un mondo separato. Spesso risulta alienante, distante dall’universo esperienziale dei suoi alunni. Pertanto si configura come fattore di scarsa significatività e viene percepita unicamente come dovere da compiere a denti stretti.
Una scuola che voglia incidere come elemento strategico di crescita sociale, al contrario, promuove un apprendimento inteso come partecipazione globale dell’alunno, in quanto promuove un impegno sia sul piano conoscitivo sia su quello affettivo ed emozionale".

 

 

Ragionamenti sulla scuola

Una "speciale" riunione per la programmazione del progetto "Scuole Aperte", finalizzato alla realizzazione del film:
"Il Soffio del Vento del Nord"

Parte prima

Parte seconda

"Il dato è incontrovertibile. Ad onta delle alzate di scudi che campanilistici uomini di scuola potrebbero operare: la scuola del Sud e nello specifico quella campana, risulta meno incisiva ed efficace di quella del centro e del nord della penisola; per non parlare di quella europea.
Eppure, coloro che di fronte al disastro si scandalizzano, sembra che lo facciano con indolenza, con rassegnazione. La coscienza dei nostri concittadini, degli uomini di scuola e dei politici rischia di non provare più fremiti di ribrezzo, rischia di incamminarsi verso quella superficialità o indifferenza, che è una delle numerose piaghe del nostro tempo e che costituirebbe male ancora peggiore.
Questo il problema, allora:l’inefficacia della nostra scuola, la de-motivazione degli alunni e degli insegnanti. Che rende la scuola, soprattutto quella del Sud, poco significativa. Perché spesso non parte dall’antropologia dei suoi allievi, dalle reali istanze formative, dalle intelligenze e dalle motivazioni all’apprendimento.
Una scuola che, in quanto de-motivata e de-motivante rischia di risultare alienante, distante, lontana dall’universo esistenziale dei suoi alunni. Ed è proprio per questo che presenta un tasso altissimo di "dispersione". Concetto, quest'ultimo, che non indica solo l’abbandono precoce del percorso di studi, ma fa riferimento, altresì, alla scarsa significatività dei percorsi educativi messi in essere".

 

Intervento sulla scuola

In occasione della presentazione dei PON, ad una platea di docenti e cittadini afragolesi

Parte prima

Parte seconda

 
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